Tunjà


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L'album inizia con Rapido per Algeri, composizione del chitarrista manouche Maurizio Geri riadattata per l'orchestra, che conduce subito l'ascoltatore nell'atmosfera del viaggio. E' infatti un brano strumentale ispirato al treno, ma anche a tutti i mezzi di trasporto utilizzati nelle migrazioni. Seguono A Mouraria, tratta da un brano del gruppo franco-algerino Monk o' Maroc, e El Menfi vero cavallo di battaglia dell'orchestra, in cui il mélange sonoro è tangibile: su una melodia della tradizione algerina sono state inserite frasi funky e disco dance, stile anni '80.
L'atmosfera cambia con Podmoskovnye Vechera ("Notte a Mosca"), una specie di 'O Sole mio russo, proposto da Zazuliak e Vornichu e completamente rivisitato con inserti di classica e jazz, e con una citazione ironica della tromba di "Tu vo' fa' l'americano" di Fred Buscaglione. Dalla Russia si passa all'Africa subsahariana con Tunjà, ("Verità" in lingua bambarà) canzone tratta della tradizione dei Griot, i cantastorie africani. La strofa "la verità è nelle cose che si fanno insieme" dà l'idea dello spirito dell'orchestra.
Il viaggio continua poi con Meron Nigun, un inno al confronto interculturale: sulla melodia di tradizione yiddish è stato inserito un testo in arabo. Canzone marenara invece rappresenta bene la collaborazione e lo scambio all'interno del complesso: il brano, attribuito al compositore d'opera Gaetano Donizetti, è stato trovato nella biblioteca di Odessa da Tatiana Zazuliak e riadattato per l'orchestra da Stefano Corradi. A cantarlo in napoletano è proprio la Zazuliak (dopo aver letto la traduzione in cirillico...!).
Ma il tour musicale non si ferma: si ritorna in Africa con 'Nya Baga ("I Genitori" in bambarà), sempre della tradizione dei Griot, si passa dal Maghreb con Parfum de gitanes, pezzo strumentale, arabeggiante proposto da Aziz Riahi, e si arriva di nuovo nell'Est europeo con Fantasia tzigana e Ruceiòk canzone divisa in due parti, che mescola melodie zingare e russe. Sahara è poi un omaggio al grande compositore libanese Rabi Abou Khalil: qui la melodia originale si mescola con suoni jazz e blues. Conclude l'album Franco funky, brano dub-funky composto da Massimo Latronico e dedicato a Francesco o' pittore, amico dell'orchestra.

Nel libretto tutte le traduzioni dei testi in italiano!

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